Sebastiano Marchiò e la sperimentazione di forme nuove

Industrial designer veneziano, fondatore, assieme a Ivan Favretto, di uno studio di  design del tutto alternativo. Sì perchè lui al Design con la lettera maiuscola ci crede. Dal nome si capisce tutto: “Design non autorizzato“. Intervista a Sebastiano Marchiò.

So che sei un industrial designer, qual è di preciso il tuo lavoro? Di cosa ti occupi?
Si. Sono un industrial designer, visionario, poliedrico, un precursore e sperimentatore di nuove forme, concetti ed idee.
Il mio lavoro consiste nel fornire idee e progetti che permettano alle aziende di esprimersi in modo efficace attraverso prodotti che si distinguano dagli altri per il forte impatto non solo visivo ma intrinseco di significati, dove studio dei materiali e forme sono in forte relazione tra loro. Tutto ciò sempre mantenendo lo stile e la cultura che contraddistinguono ogni singola realtà imprenditoriale.

Collabori con il mondo dell’interior design in qualche modo? Se si, come?
Collaboro con aziende che si occupano di interior design nel campo del termoarredo e del bathroom design. L’ultimo progetto seguito con un’ azienda friulana è stata la progettazione degli interni di un ospedale che sorgerà nei pressi dell’Egitto.

Ci sono dei prodotti che richiamano di più il tuo stile?
Non ci sono prodotti o progetti in particolare al quale sono più legato o che mi caratterizzano. Ad ognuno di questi cerco sempre di conferire una propria personalità ricca di significati che ne richiamino la forma, ponendo un occhio di riguardo alla pigmentazione e ai materiali.
La ricerca della semplicità è una sfida che affascina e se sviluppata bene può sorprendere.

Puoi dire che  il tuo lavoro sia innovativo? Perchè?
Si. Il mio obiettivo è quello di disegnare oggetti nuovi, e non remake di cose già viste e ridisegnate più e più volte. Cerco di conferire alle morfologie dei miei progetti uno stile e un’impronta molto moderna, ma sempre piacevole alla vista, dove il prodotto non sia un semplice orpello ma uno dei protagonisti dell’ambiente domestico.

In che modo comunichi il tuo lavoro?
Abbiamo avuto varie pubblicazioni, tra le quali nel libro “Design For” presentato presso la libreria Hoepli di Milano in occasione del Salone del Mobile 2012. In tale contesto furono scelti 15 prototipi da esporre in questa vetrina, compresa la nostra seduta “Pagemaster” tuttora visibile presso la Biblioteca Centrale Nazionale di Firenze. Siamo stati pubblicati poi nel catalogo “Design Act Mosca”, una raccolta di giovani designers italiani presentati al mercato russo, catalogo curato dagli stessi organizzatori del Florence Design Week.
Altri canali che usiamo sono i social network quali facebook, twitter, pinterest ed altri.

Ho avuto modo di dare un’occhiata al tuo sito internet. Perchè definisci il tuo studio “Design Non Autorizzato”?
Una domanda molto frequente. L’intenzione era quella di scegliere un nome che al primo impatto risultasse simpatico ma che allo stesso tempo rendesse l’idea di uno studio di designers con proprie idee fortemente innovative tali da recuperare il concetto originario di design ovvero del disegno industriale.

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Sebastiano Marchiò e il suo socio Ivan Favretto

 

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